Mirabai – poetessa mistica

Mirabai, (sanscrito मीराबाई), a volte chiamata anche Meera o Meerabai (Merta, 1498 – 1547), è stata una poetessa e mistica indiana del periodo Moghul.

Vieni, Amato Signore

Concedimi il tuo darshan[la tua visione]

Lontano da te

Non posso più vivere.

Come un loto senz’acqua,

Come una notte senza luna,

Sono io la tua diletta

Senza di Te, o Signore.

Io vivo del ricordo del tuo Nome.

Il mondo mi deride, o Signore dalla carnagione celeste, [Krishna ]

A causa del mio amore per te.

Alcuni mi chiamano pazza.

Altri pensano che ho portato tutta la mia famiglia alla rovina.

Alcuni dicono che io sono come il profumo dell’incenso,

Assorta nel Nome dell’Amato.

Affilata è la lama della mia devozione

Sì da recidere il cappio della morte.

O Signore di Mira tu innalzi le montagne.

Tu mi affoghi nell’oceano del tuo Nome.

In fondo al mio cuore il tuo Nome ha trovato riposo.

Per il tuo amore, o Unica Bellezza,

Sono costretta a sopportare le calunnie del mondo.

Alcuni mi lodano perché ti amo,

Altri dicono che ho infamato il nome reale che porto.

Oh! sono ebbra del nettare del tuo Nome,

Incurante degli insulti degli stolti.

Seguire il sentiero della devozione è come

Camminare a piedi nudi sulla lama di un rasoio.

Eppure ci cammino volentieri.

Poiché, dice Meera, beato è colui

Che si è tuffato nell’oceano di nettare del Suo Nome.

Un tale amore

non lo devi lasciar sfuggire mai.

devi dargli tutto – corpo

cuore, ricchezza – devi farlo

abitare dentro di te,

e guardando nel suo viso devi bere

la felicità dai suoi occhi,

e farlo diventare come vuole,

e sia segno di una tua

fortuna impareggiabile.

Loto senz’acqua, notte senza luna,

Senza di Te la vita è senza senso.

Passo la notte sempre più turbata,

Questa Tua assenza m’accorcia la vita.

Di giorno non ho fame, la notte sonno,

La bocca non sa esprimer tanta pena:

Con chi parlare? Nessuno più m’ascolta.

Vieni, ritorna, estingui questo fuoco.

Signore interno, perché così mi schianti?

Vieni e dal dolore liberami per sempre.

Fui Tua serva per tante vite anteriori,

Solo Te amo, Amore, divino Amante.

(Mirabai, La Padavali, a cura di GG Filippi, Venezia, Cafoscarina, 2002.)

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